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Nuovo fenomeno sociale: l'allarme alloggi scatta anche per i divorziati. Nella rimodernata struttura comunale di via Maspero a Varese c'è posto anche per loro.

Separato e "povero" all'improvviso.

di Barbara Zanetti, dalla Prealpina, 28 maggio 2004

 

L'iniziativa

Monolocali e bilocali arredati di tutto punto. Non una reggia ma dignitosi alloggi per persone che non navigano nell'oro. E' quanto il Comune di Varese ha messo a disposizione per affrontare l'emergenza-poveri più volte sollevata dalla Chiesa varesina, impegnata su questo fronte con un grande progetto della Caritas, in collaborazione con la cooperativa "Querce di Mamre", voluto dal prevosto monsignor Peppino Maffi: appartamenti in più punti della città e alcuni anche nei comuni della "fascia" attorno al capoluogo per aiutare chi non ha un tetto sotto il quale vivere o non può più permettersi di pagare l'affitto. Via Maspero è anche la sede di un "miracolo", di una piccola grande collaborazione, speriamo non l'unica tra ente pubblico e pianeta solidarietà.

La città solidale

Le ferite dell'anima si curano in silenzio, come quelle della povertà. E in silenzio i nuovi inquilini della casa di accoglienza di Via Maspero urlano un dolore che è anche un nuovo, allarmante fenomeno sociale. Sono i divorziati che, all'improvviso, si ritrovano anche senza soldi. Se è vero che il problema fondamentale è di rimettere insieme i cocci della propria esistenza, quello più assillante è per molti legato al fatto che da un giorno all'altro si ritrovano in mezzo a una strada. Non hanno più alloggio dove tornare la sera, perché non tutti hanno parenti disposti ad accoglierli e meno ancora quelli che possono permettersi più di qualche notte in albergo. Risultato: da un giorno all'altro diventano "poveri". In loro soccorso, nei casi più difficili, viene in aiuto il Comune di Varese, tramite l'Assessorato ai Servizi sociali che ha sistemato la struttura di Giubiano per accogliere i più bisognosi e ha aperto anche una nuova sezione, chiamiamola così, destinata a chi deve convivere un periodo di emergenza economica. "Purtroppo le richieste di aiuto da parte di chi deve affrontare una separazione sono in costante aumento. Tra le persone che ospitiamo in questi giorni c'è anche un dipendente pubblico in difficoltà abitativa proprio in seguito alla fine del suo matrimonio", racconta William Malnati, assessore ai servizi sociali.
"Lo ospitiamo insieme con due stranieri che per altri motivi non hanno una casa e a tutti chiediamo una quota giornaliera per il soggiorno, seppure simbolica, perché si ricordino che questo è un servizio per aiutarli ad affrontare una fase complicata della sua esistenza, fase che appunto deve essere superata". E ritornare a lavorare nel caso in cui si rimanga senza stipendio per lungo tempo o conquistarsi un alloggio nelle case popolari rappresentano alcune delle battaglie nelle quali vengono assistiti gli ospiti del centro. [...] Tra chi ogni sera, dalle 18 alle 22, torna a Giubiano per uscire di nuovo entro le 8 del mattino seguente - questi sono gli orari imposti - ci sono soltanto uomini (le donne sono state trasferite in un centro analogo a San Fermo) che in media hanno cinquant'anni. [...] Paganti, come detto: in base al "gruppo" di appartenenza, in pratica alla gravità della loro situazione economica, sborsano dagli ottanta centesimi ai quattro euro al giorno. E nessuno è in ritardo con i pagamenti.