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Mondo selvatico, forze primordiali, identità A cura di Daniele Tagliabue e Massimiliano Carminati Vi presentiamo una relazione della Conferenza di Claudio Risé tenuta durante il convegno Identità Comunità Ambiente (Idee per un nuovo pensiero del territorio) Castello Visconteo di Somma Lombardo (Va), novembre 2001 Il convegno è stato organizzato dall’Associazione Culturale Terra Insubre
Questa relazione è pubblicata nella rivista |
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La cosiddetta
Zivilisation, la “civiltà delle buone maniere” uguali in tutto il
mondo che schiaccia qualsiasi identità, si oppone strenuamente al mondo
selvatico. Quest’ultimo, per Risé, costituisce la wilderness, lo
scenario d’elezione della nostra primordialità in quanto individui legati
a un determinato territorio. La Wildnis ne è la corrispondente
forza che si agita imponente dentro ognuno di noi. Il selvatico è dunque
legato alla Natura, alla conservazione delle radici e al nostro rinnovo
vitale. Al contrario, la Zivilisation implica soltanto rinnovamenti sul
piano materiale e tecnico, poiché grazie ad essa l’uomo è destinato a
trasformarsi in qualcosa di artificiale, un homo consumans
naufragato in un ambiente industriale e totalmente avulso dalla propria
stirpe. Decisivo per la realizzazione di ciò è stato purtroppo il fenomeno
della separazione dal padre, concretizzatasi pienamente alla fine del
primo conflitto mondiale. In pratica, i padri, selvatici e produttori,
morirono in guerra, mentre i figli vennero rapiti dal mondo delle
corporativo, tanto caro alla Zivilisation. Diretta conseguenza di ciò fu
la perdita della fondamentale trasmissione culturale padre-figlio.
L’iniziazione maschile da parte paterna scomparve, e fu sostituita da
quella della madre. Si è così sviluppato, in Occidente, l’uomo
«matrizzato», sradicato e smarrito, privato del sapere istintuale
maschile. Tutto ciò non è comunque andato a vantaggio della donna, ma ha
soltanto collaborato alla costruzione dell’homo consumans, preda delle
droghe, insicuro, restio a lasciare la casa dei genitori, in cui la paura
di riprodursi e la caduta del tasso di fertilità sono ormai somatizzate.
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