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La virtù non c'entra. Non credo (come
scrive Franco Cardini al direttore G.B. Guerri), che in Iraq si combattano
gli opposti vizi e virtù degli occidentali, e degli islamici. Il "mito
virtuista", deprecato da Vilfredo Pareto, il più lucido dei nostri pensatori
politici, in guerra serve solo a confondere le idee.
In realtà, l'Occidente non afferma, in questa guerra, nessuna particolare
virtù o superiorità. Cerca solo, con evidente fatica, di difendersi
dal terrorismo, ampiamente protetto dal dittatore abbattuto, Saddam,
e che ora vuole mantenere il controllo del terreno. E' forse "volontà
di potenza", evitare nuovi Santuari protetti per le milizie del tritolo?
Ma, dice Cardini, il terrorismo dilaga perché ci sono "tanti disgraziati".
Come dire: il terrorismo è figlio di ignoranza e povertà. Affermazione
rischiosa. A quanto sembra, infatti, il terrorismo è anche, e forse
soprattutto, figlio di cultura e denaro. Certo di una cultura diversa
dalla nostra, ma che non possiamo degradare a "disgrazia", perché così
possiamo compatirla, anziché confrontarcisi, e se occorre combatterla.
Osama Bin Laden non è un disgraziato: è uno degli uomini più ricchi
del mondo, ed ha frequentato buone scuole, anche in Occidente. Ma anche
molti attentatori erano tecnici, ingegneri, benestanti. E i paesi arabi
non sono paesi poveri, sfruttati dall'Occidente. Sono stati coperti
dall'Occidente con un fiume di dollari, del resto dovuti, in cambio
del petrolio che comprava. Un fiume finito (oltre che in potenti istituzioni
finanziarie, assai influenti sui mercati), in ridicoli sperperi, in
acquisti di armi permesse e no, e nel finanziamento di una vastissima
rete di terrorismo internazionale, diretto contro la nostra vita quotidiana,
e contro la sopravvivenza dello Stato di Israele. Che i dirigenti arabi,
nella loro stragrande maggioranza, non hanno mai accettato, dalla sua
costituzione in poi. Non c'è una sovrapotenza occidentale che cerca
di schiacciare un popolo di straccioni, come vorrebbe la vulgata filoislamica.
Ci sono invece due potenze assai diverse, che si affrontano con stili
e obiettivi diversi. L'una, l’occidentale, dall'11/9, per difendersi;
l'altra, per attaccare.
Da dimostrare anche che l'Islam (come sostiene Cardini) difenda le differenze,
contro il pensiero unico della società dei consumi. Nei paesi islamici,
pensare con la propria testa non pare incoraggiato. Mentre la logica
che spinge il consumo (discutibile motore della nostra economia), non
è l'omologazione, ma la spinta a differenziarsi acquistando cose diverse,
come mostra la moda, e ha ben spiegato Georg Simmel. Sotto i portici
di Piazza Walther, a Bolzano (vicino a casa mia), la " sovrapotenza
economica americana" aveva aperto un Mc Donald. Ci andavano quattro
gatti. Adesso l'Hotel Sacher, di Vienna, ci ha messo la sua succursale
italiana, con torta originale, e tutto. Dentro questo pensiero unico
ci sono ancora spazi di movimento, e di gusti diversi. Meglio difenderli.
Claudio
Risé (da L’Indipendente, aprile 2004)
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