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Oggi
pomeriggio alle 18 le "Donne selvatiche" approderanno in libreria Galla.
Un divertissement? Non proprio.
Claudio Risè, psicoterapeuta e docente universitario, autore di alcuni
best seller dedicati al maschio e al suo ruolo nella società, stavolta si
cimenta con le molte vibrazioni di un universo femminile inquieto e
misterioso.
"Donne selvatiche" (Ed. Frassinelli) è infatti il titolo del libro,
scritto a due mani con la moglie Moidi Paregger, che sarà presentato dal
dott. Michelangelo Bonato nell?ambito del Forum organizzato dalla nota
libreria cittadina.
Di che cosa si tratta? Di uno studio composito, che mette insieme analisi
e mito, alla ricerca del tessuto primigenio di un femminile che per
essere totalmente e autenticamente se stesso deve riprendere contatto con
le primordiali forze della vita, con la natura e i suoi segreti, con
quella selvatichezza inebriante e libera che attraversa tanti splendidi
archetipi della narrativa nordeuropea.
Spiegano i due autori: «Libere, disinvolte, forti di una vita che
le avvicina finalmente al potere, le donne di oggi fanno mostra di una
sicurezza dietro la quale si nasconde in realtà una nuova, profonda
solitudine. Costrette dentro le gabbie della razionalità produttiva,
patiscono, impreparate, una straniante sofferenza psichica. Cosa è
successo? È successo che si sono
allontanate dalle energie del femminile naturale, dalla loro
"selvatichezza interiore". Depredate delle risorse del femminile profondo,
della spontaneità e della naturalezza, hanno finito con il negare la loro
essenza più autentica e la loro relazione con la natura, con le
primordiali forze della vita, in cambio del denaro, del potere, dello
status». Partendo da questa analisi, Claudio Risé, che nel suo lavoro di
psicanalista
indaga da anni nei meandri della psiche femminile e maschile, e Moidi
Paregger (che incontra le donne come medico ed è ricercatrice di racconti
tradizionali) puntano diritti verso la riscoperta delle "Donne
selvatiche". «Un archetipo universale - precisano - che si rinviene per la
prima volta in Italia nelle saghe diffuse in tutto l’arco alpino e che
comunque è bene
presente nella grande mitologia del nord Europa».
In questo contesto le "Beate Fanciulle del Bosco" diventano il simbolo di
una freschezza e di una forza libera e ribelle in grado di portare agli
uomini e alle donne la suggestiva sapienza dei cicli naturali dentro cui
emozione e mistero, spiritualità ed erotismo, si compongono in una trama
fitta, dirompente, inesauribile. "Donne selvatiche" è dunque un lavoro in
cui terapia e poesia, leggenda e vita vera invitano a sviluppare «una
relazione costante e intensa con le forze primigenie e le energie
incandescenti di queste immagini generose del nostro inconscio
collettivo». Concludono i due autori: «Questo è un libro dedicato alle
tante donne infelici, o non felici quanto ne avrebbero diritto, che si
muovono sulle piste high-tech di grande successo, sicura immagine e
intensa solitudine. Ma è anche un libro dedicato a tutti gli uomini che
amano profondamente quelle donne, ma non riescono a prenderle e a portarle
a casa». Claudio Risé, psicanalista, ha pubblicato, tra l'altro,
Maschio amante felice (Frassinelli) e Da uomo a uomo.
Maschiche scrivono allo psicanalista (Sperling & Kupfer). Moidi
Paregger, medico chirurgo a Bolzano, si è specializzata in medicina
antroposofica e omeopatica e in psicologia analitica. È stata responsabile
dell'asilo steineriano Waldorf di Bolzano e fa parte del Gruppo Medico
Antroposofico Italiano.
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