"Donne selvatiche, analisi e mito del femminile”

 di Maurizia Valadiano

 Articolo pubblicato sul Giornale di Vicenza - venerdì 10 maggio 2002

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Oggi pomeriggio alle 18 le "Donne selvatiche" approderanno in libreria Galla. Un divertissement? Non proprio.
Claudio Risè, psicoterapeuta e docente universitario, autore di alcuni best seller dedicati al maschio e al suo ruolo nella società, stavolta si cimenta con le molte vibrazioni di un universo femminile inquieto e misterioso.
"Donne selvatiche" (Ed. Frassinelli) è infatti il titolo del libro, scritto a due mani con la moglie Moidi Paregger, che sarà presentato dal dott. Michelangelo Bonato nell?ambito del Forum organizzato dalla nota libreria cittadina.
Di che cosa si tratta? Di uno studio composito, che mette insieme analisi e mito, alla ricerca del tessuto primigenio di un femminile che per essere totalmente e autenticamente se stesso deve riprendere contatto con le primordiali forze della vita, con la natura e i suoi segreti, con quella selvatichezza inebriante e libera che attraversa tanti splendidi archetipi della narrativa nordeuropea.
Spiegano i due autori: «Libere, disinvolte, forti di una vita che le avvicina finalmente al potere, le donne di oggi fanno mostra di una sicurezza dietro la quale si nasconde in realtà una nuova, profonda solitudine. Costrette dentro le gabbie della razionalità produttiva, patiscono, impreparate, una straniante sofferenza psichica. Cosa è successo? È successo che si sono
allontanate dalle energie del femminile naturale, dalla loro "selvatichezza interiore". Depredate delle risorse del femminile profondo, della spontaneità e della naturalezza, hanno finito con il negare la loro essenza più autentica e la loro relazione con la natura, con le primordiali forze della vita, in cambio del denaro, del potere, dello status».  Partendo da questa analisi, Claudio Risé, che nel suo lavoro di psicanalista
indaga da anni nei meandri della psiche femminile e maschile, e Moidi Paregger (che incontra le donne come medico ed è ricercatrice di racconti tradizionali) puntano diritti verso la riscoperta delle "Donne selvatiche". «Un archetipo universale - precisano - che si rinviene per la prima volta in Italia nelle saghe diffuse in tutto l’arco alpino e che comunque è bene
presente nella grande mitologia del nord Europa».
In questo contesto le "Beate Fanciulle del Bosco" diventano il simbolo di una freschezza e di una forza libera e ribelle in grado di portare agli uomini e alle donne la suggestiva sapienza dei cicli naturali dentro cui emozione e mistero, spiritualità ed erotismo, si compongono in una trama fitta, dirompente, inesauribile. "Donne selvatiche" è dunque un lavoro in cui terapia e poesia, leggenda e vita vera invitano a sviluppare «una relazione costante e intensa con le forze primigenie e le energie incandescenti di queste immagini generose del nostro inconscio collettivo». Concludono i due autori: «Questo è un libro dedicato alle tante donne infelici, o non felici quanto ne avrebbero diritto, che si muovono sulle piste high-tech di grande successo, sicura immagine e intensa solitudine. Ma è anche un libro dedicato a tutti gli uomini che amano profondamente quelle donne, ma non riescono a prenderle e a portarle a casa». Claudio Risé, psicanalista, ha pubblicato, tra l'altro, Maschio amante felice (Frassinelli) e Da uomo a uomo. Maschiche scrivono allo psicanalista (Sperling & Kupfer). Moidi Paregger, medico chirurgo a Bolzano, si è specializzata in medicina antroposofica e omeopatica e in psicologia analitica. È stata responsabile dell'asilo steineriano Waldorf di Bolzano e fa parte del Gruppo Medico Antroposofico Italiano.

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