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Di Adriano Sofri, intervistato da Wlodek Goldkorn |
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“Casarini e Agnoletto non li conosco. Parlo da utente della tv, nella mia cella. Del linguaggio di Casarini rimango costernato. Da dove viene uno che dice: “Questa è la nostra dichiarazione di guerra”, o “ gli eserciti dell’Impero ci attendono all’angolo della strada”, e sta parlando della polizia, dei carabinieri, della guardia di finanza? E allora mi rispondo che le sue fonti sono due : le “Guerre Stellari, e i cartoon giapponesi. E il subcomandante Marcos. Che però è anche poetico e ironico. Mentre Casarini è grottesco. Di Agnoletto cosa pensa? “Mi ricorda il protagonista de Il principe e il povero” di Mark Twain, là dove il sosia povero del principe usa il sigillo reale per schiacciare le noci. Mi spiego. Agnoletto dice: il movimento è una risorsa per ricostruire una sinistra degna di questo nome. E’ un ragionamento meschino. Ma come, tu hai una tematica globale, hai la simpatia della grande maggioranza del pubblico, hai un movimento che riguarda i destini del mondo, e cerchi di subordinare tutto questo a un obiettivo piccolo piccolo? Da: L’Espresso, 16.8.01
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