|
L’Occidente contemporaneo è definito
dalle scienze sociali «una società senza padri». Alcuni vi vedono la
fine, positiva, di ogni “patriarcato”; altri, come l’autore, notano con
preoccupazione il vuoto lasciato dall’assenza paterna. Per Claudio Risé,
psicoanalista di formazione junghiana e docente di scienze politiche e
sociali, il padre è la figura psicologica che collega la biografia
individuale al piano trascendente e consente così l’integrazione del
dolore e della perdita attraverso l’insegnamento esemplare del suo senso.
La «società senza padri» appare, quindi, come un mondo che ha smarrito il
senso religioso e, con esso, la capacità di dare significato alle prove
della vita, cui l’individuo reagisce infantilmente attraverso il rifiuto e
la negazione o con la depressione.
|