Ho letto con grande partecipazione ed interesse il suo libro "Il Padre, l'assente inaccettabile". Ho sempre sentito, al di là di alcune sacrosante rivendicazioni femministe, che noi , donne della mia generazione, su alcuni punti non abbiamo avuto le idee completamente chiare. Abbiamo bisogno di voi uomini per vederci più chiaro su certe questioni.
Perciò trovo sempre molto interessante leggere nei suoi libri il punto di vista maschile. Su un argomento, però sono sicura di non sbagliare: non si può considerare un figlio (anche se ancora non nato) solo della madre.
Non si può restare sordi al dolore dei padri che si vedono togliere i figli: ho sentito e sofferto esperienze di amici e grazie a loro ho capito che i miei figli, i nostri figli, sono dei padri altrettanto di quanto sono nostri.
Aderisco quindi molto volentieri al documento "Per il Padre" sperando che si riesca a cambiare qualcosa non solo nella legge sull'aborto, ma anche nella mentalità delle donne e degli uomini del nostro tempo per vivere una migliore amicizia trai due sessi, nel reciproco rispetto e nella reciproca valorizzazione dei diversi ruoli.

Silvia Bianco-Mengotti - Dirigente scolastica