Tradizionalmente considerata, a causa della sua impervietà, simbolo di arroccamento e di separatezza, la montagna è stata anche, storicamente, luogo di accoglienza di pellegrini, stranieri, fuggitivi, irregolari di ogni sorta.
Nell'epoca della globalizzazione anche allo spazio alpino sembra essere progressivamente sottratto il suo spazio proprio, la sua rocciosa alterità, per essere - ultimo territorio selvatico d'Europa - immesso nel circuito di un nomadismo senza radici. La vocazione della montagna all'ospitalità è destinata a realizzarsi nell'accoglienza di chi è in transito, per turismo, professione, vocazione, o dalle terre alte potrà nascere la riscoperta di un'appartenenza non chiusa in se stessa, ma nemmeno azzerata nella sua specificità all'interno della logica dei mercati?
Il convegno bellunese, curato da Luisa Bonesio, vuole articolare questi problemi attraverso la discussione tra filosofi, geografi, sociologi, ecologisti, psicologi del profondo.

per informazioni

Comune di Belluno

Istituto Italiano per gli studi filosofici
Venezia - tel. 041- 717940

Istituto storico bellunese della Resistenza
e dell'età contemporanea

 


Ore 9,30 - INAUGURAZIONE
Marco Perale (Assessore alla Cultura del Comune di Belluno)
 


Luisa Bonesio (Università di Pavia)
Introduzione ai lavori
 


Caterina Resta (Università di Messina)
La montagna come terra d’asilo
 


Giangiorgio Pasqualotto (Università di Padova)
La montagna ospitale tra Oriente e Occidente
 


Claudio Risé (Psicologo analitico, Milano) - Maria Paregger (Medico antroposofo, Bolzano)
Ospitalità, dono, segreto nelle saghe alpine sulla Donna Selvatica
 


Antonio Stragà (Belluno)
Comunità montana. Asimmetrie dell’ospitalità
 

Ore 15
 


Aldo Bonomi (Consorzio AASTER, Milano)
La montagna disincantata
 


Maurizio Pallante (Saggista ed ecologo)
La montagna non urbanizzata come alternativa ecologica alla società economica
 


Matteo Meschiari (Università di Bologna e Lione)
Ghiacciai della mente
 


Adone Brandalise (Università di Padova)
Al cuore della via. Patrie ed esilii nelle soste tra terra e cielo