Neopaganesimo. È l’usa e getta della spiritualità

intervista a cura di Massimo Centini, rivista dall'intervistato, da Avvenire, 7 agosto 2005



Claudio Risé è psicoanalista junghiano, scrittore e docente di Sociologia della comunicazione all’Università dell’Insubria

D - Professor Risé che cosa c’è dietro all’attuale “passione” per il paganesimo?

R - Va subito osservato il neo-paganesimo ( come del resto, con maggior raffinatezza, il neo-politeismo, proposto da James Hillman), risponde alla richiesta più volte reiterata di spiritualità e di grandi immagini transpersonali, che caratterizza la cultura popolare di questi ultimi venti anni. A questa domanda risponde con una spiritualità molto facile che, a differenza delle grandi religioni, non comporta impegni personali profondi, e insegna a vivere una religiosità estremamente consumistica.

D - Cosa intende per “consumistica”?

R - Come tutti i prodotti di consumo, anche le immagini e riti neopagani si organizzano in forme di idolatria, appaganti bisogni di diversa natura, cui vengono invece attribuiti significati trascendenti. Ciò nel caso più leggero è un incidente culturale, ma può anche portare a danni psichici, fino al delirio.

D - Quindi possono esserci dei pericoli?

R - Dipende naturalmente dalle vicende biografiche dei singoli, e dalle loro risorse intellettuali e morali. In genere queste esperienze hanno l’effetto di alimentare forme di pensiero ossessivo, che può allontanare dalla realtà, anche in relazione all’universo “tipo fantasy” suggerito dai neopagani. Come spesso nel pensiero ossessivo, fioriscono poi fantasie paranoidi. Poiché il paganesimo in Occidente si è spento, si moltiplicano le teorie sui ”complotti”, di chi l’ha spento e perché. Un clima psicologico assai malsano.

D - Nella sua attività di psicoterapeuta ha avuto modo di curare dei pazienti che avessero, alla base dei loro disturbi, esperienze pseudo-spirituali?

R - Il paziente borderline corre spesso questo rischio. Quindi molte persone che presentano questo disturbo della personalità, possono trovare nelle proposte consumistiche di fenomeni come il neo-paganesimo una pseudo simbolizzazione per il loro universo in conflitto con la realtà.

D - Il rilevante numero di persone che si avvicina al neo-paganesimo ha una visione distorta della realtà?

R - Si tratta di persone contemporaneamente attratte dalle adulazioni del pensiero magico, ed insieme condizionate dal fantasma di onnipotenza del pensiero che è una tipica caratteristica della modernità. Si costruiscono un universo di riferimento spirituale a proprio piacimento, scegliendo tra il bric a brac a disposizione sul mercato delle proposte spiritualistiche, spesso legato a quello di proposte politiche d’ispirazione reazionaria, nel senso di un ritorno al passato. Il delirio di onnipotenza attuale si esprime secondo il modulo razionalistico con l’esaltazione della scienza, e in modo irrazionalistico con l’esaltazione della magia e degli sfondi paganeggianti cui viene associata.

D - Quale è il paradosso?

R  -Il paradosso sta nel fatto che molte di queste proposte neo-pagane giungano da gruppi che si pongono in alternativa al modus vivendi contemporaneo, con i suoi miti orientati al guadagno, al prestigio sociale, eccetera. Nella pratica i sostenitori del neo-paganesimo propongono, e vendono, modelli di consumo culturale, spirituale e di stile di vita: un consumo spiritualistico “di nicchia”, che conferma (per differenza formale, non sostanziale), quello esplicitamente materialista, dominante.

D - E il celtismo che cosa c’entra?

R  - È una riscoperta legata ad una cultura rimossa per molto tempo, che si connette al bisogno di ricerca di tradizione identitaria.