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“Il selvatico è colui
che si salva”. Non è questo lo slogan ma potrebbe diventarlo per quelli
che si trovano su Internet al sito
www.maschiselvatici.it Il simbolo, scrivono, senza timori, i
protagonisti di questa associazione virtuale “è quello del maschile: il
Fallo, un’immagine onorata fin dall’inizio della vita in tutto il mondo,
presente come oggetto di culto a partire dalle prime pitture nelle caverne
fino ai più raffinati e complessi templi orientali”. Animatore principale
del sito è Claudio Risé che ne parla con ironia. «Ospitiamo interventi,
dibattiti, discussioni. Ultimamente anche maschi selvatici cattolici hanno
detto la loro su ‘Dio è anche madre’.
Tra gli argomenti trattati il “pensiero selvatico”, la condizione
maschile, desiderio di iniziazione, diseguali opportunità, le associazioni
dei padri in Italia, il “movimento degli uomini” (in Usa già attivo da 10
anni). Una rubrica “Il maschio pentito” segnala le arrendevolezze
considerate colpevoli.
I più colpiti paiono essere i giornalisti: Igor Man, Curzio Maltese,
Gabriel Garcia Marquez tra gli ultimi.
I “maschi selvatici” di Risé si incontrano ad ogni cambio stagione: i
prossimi appuntamenti sono il 23 settembre e il 23 dicembre. Quelli di
Brescia si trovano un po’ come i Lyons e i Rotary: ogni secondo martedì
del mese in un luogo variabile; quelli di Milano si danno appuntamento ad
un cineforum ogni prima settimana del mese.
Particolare attenzione viene posta ai segnali che i mass media e il cinema
lanciano: dalle dichiarazioni di Brad Pitt (“basta maschi deboli”) a
quelle di Sting: “preferisco l’odore della mia pelle a quello del sapone”.
Replica dei maschi: “siamo con lui”. |