Mi chiamo Maria Acqua e ho vent'anni. Per caso sono capitata sul Suo sito e subito sono rimasta colpita dalla parola "padre" e dall'immagine di copertina del libro “Il mestiere di padre”: una scalata in montagna, un uomo che tende la mano ad un altro uomo.
Premetto che non ho letto (ancora) il libro, ma che sono lieta che qualcuno ritenga ancora pieno di dignità ed importanza il ruolo del padre.
Il mio babbo è morto lo scorso anno ed è gioco-forza riscoprire il valore della paternità. (Mio padre poi, amava pure la montagna). Ho letto gli articoli su Il Foglio, gli interventi di Marina Corradi su Avvenire e volevo esprimervi la mia gratitudine per il coraggio con il quale portate avanti - in queste settimane - la battaglia referendaria.
Spulciando qua e là il suo sito, mi sono venute in mente delle righe di Pèguy, glieLe lascio:

"Chiedete a un padre / se non ci sia un'ora segreta, / un momento segreto, e se non sia / quando i suoi figli cominciano / a diventare uomini, / liberi / e lui stesso lo trattano / come un uomo, / libero, / l'amano come un uomo, / libero [...]
Chiedete a quel padre / se non sa che nulla vale / uno sguardo d'uomo / che incontra / uno sguardo d'uomo.../ Tutte le sottomissioni / da schiavo del mondo / non valgono un bello sguardo / di uomo libero".

Maria Acqua, Cremona

 

torna all'indice