Un saggio sulla violenza come Gran Madre del moderno

La guerra? E’ femmina

 di  Carlo Formenti

(Corriere della Sera, n. 36, 12 febbraio 1999)

 

La psicanalisi si è sempre interrogata sulle radici della guerra. Lo psicoanalista junghiano Claudio Risé e il filosofo Claudio Bonvecchio si inseriscono in questa tradizione con un saggio originale e provocatorio (L’ombra del potere, Red Edizioni) che rovescia il paradigma razionalista: la guerra non è affatto un residuo barbarico di epoche premoderne: al contrario, la violenza smisurata dei conflitti moderni, alimentata dall’odio razziale e ideologico, è un fenomeno specificamente moderno che nasce nel Settecento e raggiunge l’acme nel nostro secolo. Ma come spiegare il paradosso d’una cultura moderna e occidentale che appare tanto più feroce quanto più rinnega sia i sentimenti di odio e violenza, sia la simbologia del sovrano e del guerriero? La risposta, secondo gli autori, sta proprio in questa rimozione dell’Ombra che l’Occidente ha operato: il seme della violenza si annida nel cuore dell’uomo contemporaneo, «buonista» e «matrizzato».
Ma questa «femminilizzazione» della cultura non è figlia del movimento femminista: non solo perché è iniziata assai prima, ma soprattutto perché a vincere non sono state le donne, bensì un sistema sociale che ha soprattutto bisogno di mogli-madri-manager, dotate di ferreo buon senso e ancorate a un principio «economico» di realtà. Simbolo di tale sistema è la Madre Azienda: appagatrice di bisogni, ma al tempo stesso pronta a scatenare la concorrenza fra «i figli» per accrescere il proprio potere. Una Gran Madre che divora facilmente uomini incapaci di resistere alle sue seduzioni in quanto il loro ingresso nella società adulta non è più mediato dall’iniziazione simbolica da parte di altre figure maschili. Ma questo uomo «soft», «questo figlio di mamma» cui nessuno ha insegnato a riconoscere e governare i propri impulsi violenti, questo «bravo ragazzo della porta accanto» è lo stesso che improvvisamente stupra e uccide.
Ed è lo stesso che si rivela pronto a odiare lo straniero, l’altro,  il diverso. In poche parole se oggi coniamo termini come la «Madre di tutte le battaglie», è perché la guerra moderna ha il volto di Kalì piuttosto che quello di Shiva.

Carlo Formenti

 

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