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La guerra? E’ femmina di Carlo Formenti (Corriere della Sera, n. 36, 12 febbraio 1999) |
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La psicanalisi si è sempre interrogata sulle radici della guerra. Lo
psicoanalista junghiano Claudio Risé e il filosofo Claudio Bonvecchio si
inseriscono in questa tradizione con un saggio originale e provocatorio (L’ombra
del potere, Red Edizioni) che rovescia il paradigma razionalista: la
guerra non è affatto un residuo barbarico di epoche premoderne: al
contrario, la violenza smisurata dei conflitti moderni, alimentata
dall’odio razziale e ideologico, è un fenomeno specificamente moderno che
nasce nel Settecento e raggiunge l’acme nel nostro secolo. Ma come
spiegare il paradosso d’una cultura moderna e occidentale che appare tanto
più feroce quanto più rinnega sia i sentimenti di odio e violenza, sia la
simbologia del sovrano e del guerriero? La risposta, secondo gli autori,
sta proprio in questa rimozione dell’Ombra che l’Occidente ha operato: il
seme della violenza si annida nel cuore dell’uomo contemporaneo, «buonista»
e «matrizzato». Carlo Formenti
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