| Basta confusione, Dio è padre e non madre
di Claudio Risé da Il Giornale, 1 agosto 2004 |
| Un "Basta" detto con toni cortesi, come si addice alla Congregazione per la Dottrina della Fede, ed al suo prefetto, il cardinale Joseph Ratzinger. Tuttavia, un "Basta" che farà clamore, e avrà conseguenze importanti nel mondo. Basta, per esempio, col raccontare che Dio è padre ma anche madre, ed anzi è forse più madre che padre (dato che i padri sono brutti e cattivi), come molta pseudoteologia cattolica andava da tempo dicendo e scrivendo. Dio è Padre, e basta confusioni. Basta anche col considerare la maschilità del figlio di Dio, Gesù Cristo, come un optional, un caso, qualcosa che poteva benissimo essere anche il suo contrario, una femminilità. Tanto da poter essere raffigurato con mezzo volto maschile, e mezzo femminile, come il Cristo di Assisi; ma anche con quello sempre più spesso stampigliato sui rosari, con una bella permanente da attrice che copre l' eventuale espressione di dolore del Crocefisso. L'assalto "antipatriarcale" alle concezioni tradizionali della Chiesa era infatti andato molto lontano. Forse troppo , per una religione il cui Dio è una Trinità formata appunto da un Padre, da un Figlio, e dallo Spirito Santo. Ma in una cultura , come quella della tarda modernità, dove si afferma tranquillamente che tutto è "culturally constructed", una costruzione culturale, è in fondo naturale che anche il sesso, anzi il genere, di Dio cambi a seconda delle preferenze culturali, e delle "quote " di rappresentanze dei due sessi adottate dai vari parlamenti. C'è però una piccola differenza. Il Cristianesimo non è una produzione culturale qualsiasi, ma una religione rivelata, con un Libro Sacro molto preciso, la Bibbia, che è quello che è. Prendere, o lasciare. Non si può trasformare la storia di un uomo che duemila anni fa disse di essere venuto per realizzare la volontà del padre, e per questo finì sulla croce, in quella di un androgino figlio di madre. Quella, sarebbe un'altra storia. Ed anche la nostra sarebbe, quindi, diversa. Ecco perché la lettera di Joseph Ratzinger, e della Congregazione per la Dottrina della Fede, ai Vescovi, è destinata a smuovere molte cose, molte abitudini, molti equivoci. Nel mondo cattolico, ma anche fuori di esso. Perché con questo testo la Chiesa si sfila, molto elegantemente, dal delirio scientifico e morale che vuole ogni realtà "culturalmente costruita", e quindi mutevole a piacere, per dire che l'essere umano, e divino, è quello di cui parla la Bibbia, dal Genesi, ai Vangeli. C'erano stati dei segni, che il Basta era in dirittura di arrivo. Due anni fa, ad esempio, l'editore Marietti pubblicò un libro di un Vescovo che pensa, e che conta, Angelo Scola, Patriarca di Venezia, intitolato :"Uomo- donna. Il caso serio dell'amore”. Vi si diceva, (come oggi Ratzinger) non facciamo confusione: se Dio ci ha fatti maschio e femmina, aveva le sue ragioni. Non sovrapponiamo una confusa e mutevole ingegneria sessuale al preciso disegno del Creatore. Certo, posizioni come queste rompono un sacco di uova, in molti, eccellenti panieri. Che dirà per esempio il santificato sociologo Antony Giddens, che già molti anni fa sosteneva che nel mondo di oggi ognuno può essere il designer di se stesso, scegliendo tutto quanto gli aggrada, corpo e sesso compreso? Ma anche il sensibile Zygmunt Baumann, che oppone la flessibilità delle "costruzioni culturali", e dei modelli di vita che ne discendono, alla rigidità delle fedi?Continueranno, è certo, a pensarla come prima, e così i loro numerosi discepoli. Ma, con una Chiesa cattolica che ha cominciato a descrivere i guai della vita come costruzione culturale, dicendo il suo "Basta" il gioco diventa meno semplice. Per tutti. |