Joseph Ratzinger: Dio è Dio perché è Padre, non è Padre perché è Dio
 

Le parole (nientemeno) di Papa Joseph Ratzinger, sulla paternità di Dio, dicono finalmente la parola conclusiva sulle apostasie di tantissimi cattolici e spesso autorevolissimi. Si tratta di un dialogo tra l'allora Prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede ed il giornalista Vittorio Messori, raccolte nel libro "Rapporto sulla Fede" (Ed. San Paolo, 1985):

Vittorio Messori: Eppure, sembra davvero sostenibile anche per un cattolico (e un Papa lo ha recentemente ricordato) che Dio è al di là delle categorie della sua creazione; e dunque è tanto Padre che Madre.

Joseph Ratzinger: Questo è corretto se ci poniamo da un punto di vista puramente filosofico, astratto. Ma il cristianesimo non è una speculazione filosofica, non è una costruzione della nostra mente. Il cristianesimo non è "nostro", è la Rivelazione di Dio, è un messaggio che ci è stato consegnato e che non abbiamo il diritto di ricostruire a piacimento. Dunque, non siamo autorizzati a trasformare il Padre nostro in una Madre nostra: il simbolismo usato da Gesù è irreversibile, è fondato sulla stessa relazione uomo-Dio che è venuto a rivelarci. Ancor meno ci è lecito sostituire Cristo con un'altra figura. Ma ciò che il femminismo radicale - talvolta anche quello che dice di richiamarsi al cristianesimo - non è disposto ad accettare è proprio questo: il carattere esemplare, universale, immodificabile della relazione tra Cristo e il Padre.

Vittorio Messori: Se queste sono le posizioni contrapposte, il dialogo sembra bloccato.

Joseph Ratzinger: Sono infatti convinto che ciò cui porta il femminismo nella sua forma radicale non è più il cristianesimo che conosciamo, è una religione diversa.

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